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Paragrafo   4   .   I   progressi  delle  scienze,   della   medicina,

dell'assistenza ospedaliera e dell'igiene.


Importanti progressi vennero conseguiti dalla ricerca scientifica.  Il
francese  Antoine-Lauren Lavoisier (1743-1794), con i suoi  studi  sui
gas  e  sugli elementi, pose le basi della chimica moderna. Lo svedese
Carlo  Linneo (Carl von Linn, 1707-1778) realizz una classificazione
generale delle piante e degli animali; il naturalista francese Georges-
Louis  Leclerc de Buffon (1707-1788) oper una vastissima  descrizione
degli  esseri  viventi in una monumentale Storia naturale  generale  e
particolare  in 44 volumi. L'italiano Lazzaro Spallanzani  (1729-1799)
condusse  ricerche  che  contribuirono  alla  nascita  della  biologia
moderna.  Rilevanti progressi vennero compiuti dalla elettrologia,  ad
opera  di numerosi scienziati, tra i quali gli italiani Luigi  Galvani
(1737-1798) e Alessandro Volta (1745-1827).
     Un  significativo  sviluppo ebbero gli studi  sull'essere  umano,
che  venne  considerato in tutta la sua integrit fisica e morale:  la
corporeit fu esaminata con nuovi e pi scientifici criteri in base ai
quali si indag anche su quelle caratteristiche psichiche che sino  ad
allora  non  erano  state ritenute conoscibili dalla scienza.  Vennero
cos   poste   le  basi  di  nuove  discipline,  come  l'antropologia,
l'etnologia, la sociologia e la psicologia.
     Notevoli passi avanti vennero compiuti anche dalla medicina.  Gli
studi  sull'anatomia  e  sulla fisiologia del corpo  umano  si  fecero
sempre  pi  estesi ed approfonditi, grazie anche allo sviluppo  della
chimica e della fisica. Rilevante fu anche l'apporto della tecnologia,
i cui progressi consentirono il perfezionamento dei mezzi gi in uso e
la costruzione di nuovi, come apparecchi per la misurazione del tempo,
microscopi, termometri e bilance di precisione. In vari paesi  europei
vennero    cos    realizzate    importanti    scoperte    anatomiche;
particolarmente attive in questo campo furono le universit  italiane,
grazie  anche  alla  maggiore disponibilit della Chiesa  a  concedere
permessi  per la dissezione dei cadaveri. Rilevante fu l'opera  svolta
da  Giambattista Morgagni (1682-1771), considerato il fondatore  della
anatomia  patologica,  basata sullo studio delle alterazioni  prodotte
negli  organi  dalla malattia. L'anatomia patologica,  consentendo  la
conoscenza delle caratteristiche di un organo malato, si rivel  assai
importante  per  lo studio delle malattie. Ulteriori  progressi  nella
diagnostica  vennero compiuti tra la fine del Settecento e  gli  inizi
dell'Ottocento con l'introduzione delle pratiche della auscultazione e
della percussione e grazie anche alla sempre pi diffusa abitudine  di
affiancare le scuole di medicina agli ospedali.
     Importanti  cambiamenti  si  verificarono  anche  nell'assistenza
ospedaliera:  gli  ospedali aumentarono di numero e, concepiti  sempre
pi  come luoghi di cura per malati e non come istituti per soccorrere
i poveri, i vecchi e i
     
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     bambini  abbandonati, vennero costruiti ed  organizzati  in  modo
pi  adeguato alla funzione che erano chiamati a svolgere. Il progetto
per  la  ricostruzione  dell'Hotel Dieu di  Parigi,  distrutto  da  un
incendio  nel  1772, venne ad esempio affidato ad una  commissione  di
sette  membri,  tra i quali il famoso chimico Lavoisier,  che  stabil
criteri  organizzativi completamente nuovi: ubicazione alla  periferia
della  citt;  costruzione di padiglioni,  cio  di  pi  edifici,  da
destinare  a  funzioni  diverse; separazione tra  reparti  maschili  e
femminili;  precise indicazioni per la realizzazione e la collocazione
dei vari locali per garantire illuminazione, ventilazione e condizioni
igieniche adeguate.
     Chiara  testimonianza  del superamento  della  scissione  tra  le
caratteristiche  fisiche  e quelle psichiche  dell'uomo  fu  la  nuova
valutazione  della  pazzia.  Essa non era mai  stata  considerata  una
malattia,   ma   una  manifestazione  di  possesso  demoniaco   o   di
criminalit.  I malati mentali erano pertanto ignorati, fino a  quando
non  costituivano  un  pericolo per la comunit;  in  questo  caso  il
trattamento  cui  erano  sottoposti doveva  servire  solo  a  renderli
innocui  e  i  mezzi usati per tale scopo erano violenti  e  disumani:
incatenati come prigionieri, venivano calmati con il digiuno e a forza
di  botte.  Nel  Seicento  qualche  progresso  venne  compiuto  grazie
all'opera svolta da alcuni ordini religiosi che adottarono metodi  pi
umanitari,  come i fatebenefratelli, un ordine fondato  nel  1537  dal
portoghese  san  Giovanni di Dio e specializzato nell'assistenza  agli
infermi. A partire dalla seconda met del Settecento cominci a  farsi
strada  il  concetto di malattia mentale, vennero  costruiti  i  primi
ospedali  specializzati, dove i ricoverati, anche se non erano  ancora
sottoposti  a specifiche cure mediche, erano almeno trattati  in  modo
umano. I primi a distinguersi in questo campo furono i medici Vincenzo
Chiarugi  (1759-1820),  a  Firenze, e Philippe  Pinel  (1735-1826),  a
Parigi.
     Importanti  progressi vennero compiuti anche nella  lotta  contro
le  malattie  infettive. Determinante fu l'affermazione  della  teoria
secondo la quale la diffusione delle malattie contagiose era dovuta ad
"animaletti  invisibili" ad occhio nudo: sostenuta gi nel Cinquecento
da   Girolamo  Fracastoro  (1478-1553),  essa  venne  progressivamente
avvalorata  dal  perfezionamento  del  microscopio,  grazie  al  quale
vennero acquisite le prime conoscenze di microbiologia. La teoria  del
"contagio vivo" cominci cos ad imporsi sulla vecchia convinzione che
principali  responsabili delle epidemie fossero le impurit dell'aria.
Vennero  compiuti  pi  approfonditi  studi  sulle  numerose  malattie
epidemiche   ancora  diffuse  e  si  produssero  le   prime   sostanze
disinfettanti, come il cloruro di sodio, i vapori di cloro  e  l'acido
acetico.
     Le   ricerche   sul   vaiolo,  una  delle  pi  letali   malattie
contagiose, portarono alla diffusione della vaccinazione, una  terapia
che risulter decisiva per la profilassi delle malattie infettive. Sin
dall'antichit   l'osservazione   che   un   individuo   colpito,   se
sopravviveva, difficilmente poteva essere contagiato una seconda volta
aveva   indotto  alla  pratica  della  "vaiolizzazione",  ossia  della
trasmissione della malattia in forma attenuata in individui  sani;  in
Cina  essa avveniva attraverso l'aspirazione con il naso della polvere
di  croste vaiolose essiccate; in India, in Africa e nel Medio Oriente
l'infezione  era  provocata  mettendo  a  contatto  con   gli   strati
superficiali  della  pelle  una  piccola  quantit  di  pus  vaioloso.
Quest'ultimo  metodo venne sperimentato in Europa e in  America  nella
prima  met  del Settecento; la svolta decisiva si verific  per  nel
1796, quando il medico inglese Edward Jenner (1749-1823) dimostr che
     
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     con  l'innesto di materiale proveniente dalle pustole  di  mucche
colpite  da cow-pox, ossia vaiolo vaccino, si otteneva, senza  rischi,
una immunizzazione anche nei confronti del vaiolo umano. Era cos nata
la  vaccinazione,  cio la vaiolizzazione con pus di  vaiolo  vaccino,
che, dopo i primi contrasti, si diffuse progressivamente.
     I  governi di vari paesi adottarono misure preventive sempre  pi
efficaci  e  controlli pi rigorosi, sensibilizzati  da  studiosi  che
avanzarono  anche precise proposte in materia di igiene pubblica;  tra
questi si distinse il medico austriaco Johann Peter Frank (1745-1821),
che  in  un  monumentale  trattato di "polizia  sanitaria"  espose  un
dettagliato piano di provvedimenti da attuare in modo permanente e non
solo  durante  le  epidemie. La diffusione di pi adeguate  misure  di
igiene pubblica contribu alla scomparsa della peste.
     Oltre  a quelle epidemiche, oggetto di studio furono anche  altre
malattie assai diffuse e pericolose, legate alle condizioni di vita  e
di  lavoro,  come  la  pellagra e la tubercolosi.  La  pellagra,  cos
chiamata  perch  uno  dei  sintomi erano le alterazioni  della  cute,
provocava gravi disturbi digestivi e nervosi che spesso portavano alla
morte.  Causata  da  gravi carenze nutritive, nell'ultimo  quarto  del
Settecento   venne  classificata  come  malattia  dovuta   al   regime
alimentare  basato  esclusivamente  sul  mais,  tipico  dei  contadini
poveri;  un  serio intervento profilattico avrebbe pertanto  richiesto
una  soluzione  radicale, che portasse a un cambiamento  dei  rapporti
sociali  nelle campagne, che per si verificher solo a partire  dalla
met  del  Novecento.  La diffusione della tubercolosi  era  favorita,
oltre  che  da  una  cattiva alimentazione, dalle dure  condizioni  di
lavoro   nelle   fabbriche,  dal  sovraffollamento  e  dalle   pessime
condizioni  igieniche  dei quartieri operai e  delle  abitazioni.  Nel
Settecento venne individuata come malattia contagiosa e in molti paesi
furono attivate misure preventive. Conoscenze pi approfondite saranno
per  acquisite alla fine dell'Ottocento, dopo la scoperta dell'agente
patogeno  ad  opera  del medico tedesco Heinrich Hermann  Robert  Koch
(1843-1910),  e solo la diffusione degli antibiotici a  partire  dalla
met   del   Novecento   ne  determiner  la   scomparsa   dai   paesi
industrializzati.
     Nel  1713  il  medico  italiano Bernardino Ramazzini  (1663-1714)
pubblic un libro sulle malattie dei lavoratori, che, oltre a  fornire
notizie interessanti sulle patologie legate alle professioni praticate
a quei tempi, pose le basi della medicina del lavoro.
